Un percorso di psicoterapia per adulti si rivolge a quelle persone che si trovano a vivere una condizione di difficoltà emotiva, derivante da malesseri esistenziali o da una specifica condizione sintomatologica.
Il percorso di cura prevede un’iniziale fase di consulenza, ossia uno spazio di ascolto non giudicante della durata di pochi colloqui, al fine di permettere ai pazienti di parlare di sé e di esprimere la propria sofferenza, intesa come qualcosa che altera il senso di benessere percepito dall’individuo.

Queste prime sedute permettono al terapeuta di formulare e condividere con il paziente un iniziale progetto di lavoro, verso cui orientarsi per una presa in carico di psicoterapia.
I colloqui iniziali di consulenza psicologica hanno anche lo scopo offrire un primo supporto e di aiutare il paziente ad esaminare le proprie difficoltà da un nuovo punto di vista.
Spesso, quando si ha a che fare con situazioni di sofferenza emotiva, si ha l’impressione di non riuscire a capirne i motivi, ci si sente sopraffatti dalle difficolta, frustrati e smarriti. Un percorso di consulenza psicologica e di valutazione delle motivazioni che portano a chiedere aiuto permette di osservare la problematica da una nuova angolazione, prendendo in considerazione elementi prima rimasti nascosti e che possono risultare determinanti nel mantenimento di una condizione di disagio emotivo o relazionale.
I motivi che possono portare una persona a rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta per occuparsi della propria salute mentale sono i più vari e cambiano da persona a persona, sulla base di variabili soggettive.
Le richieste di aiuto per i disturbi d’ansia sono le più frequenti, per un semplice motivo: l’ansia è un segnale d’allarme psico-biologico indifferenziato. La sua presenza causa difficoltà di adattamento e di funzionamento sociale, relazionale, lavorativo, ecc., ed è indice di un disagio psicologico in corso. In genere riflette l’esistenza di un conflitto emotivo sottostante, di cui rappresenta la punta di un iceberg, e una grande parte del lavoro clinico consiste nel comprenderne e affrontarne i motivi all’interno di un percorso di psicoterapia individuale.
Possono emergere stati di crisi nelle fasi di passaggio della vita: un lutto o una perdita, una separazione, il pensionamento o semplicemente la nascita di un figlio o di una figlia modificano un equilibrio precedente, con la necessità di trovare un nuovo adattamento di fronte alle mutate condizioni di vita.
Problemi nelle relazioni o nel rapporto con la società (per es. difficoltà di adattamento nel contesto di lavoro), soprattutto quando frequenti e continuativi, possono riflettere anche la presenza di un’organizzazione di personalità rigida, che non permette un adattamento flessibile agli eventi della vita. In alcuni casi è possibile affrontare queste problematiche con un percorso di psicoterapia di coppia; in altri casi non c’è questa possibilità, oppure un percorso di psicoterapia rivolto all’individuo è la scelta migliore.
Lo stesso discorso si può fare per quanto riguarda i disturbi dell’umore, depressione e stati depressivi, traumi, disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, obesità), ecc.: dietro a un sintomo, c’è sempre qualcosa da scoprire, al fine di favorire un nuovo e più maturo adattamento.
Ogni persona, in ogni fase della vita, riesce a trovare i migliori adattamenti possibili sulla base della propria storia e delle proprie esperienze, delle proprie risorse e dei propri limiti. Quando le condizioni mutano, può emergere un sintomo (oppure un sintomo presente da tempo può non essere più tollerabile, diventare fonte di conflitto emotivo, sofferenza e disagio). Scopo del lavoro di psicoterapia è quindi quello di occuparsi non solo del sintomo, ma della totalità della persona che manifesta ed esprime un dato sintomo come manifestazione di un disagio psicologico personale e particolare.
Un percorso di psicoterapia con un approccio psicoanalitico permette di: conoscersi meglio; comprendere le proprie reazioni emotive agli eventi della vita e la loro origine; infine, di capire quali sono quegli schemi che ci guidano all’interno delle relazioni e nel rapporto con gli altri. Raggiungere una maggiore familiarità con alcuni aspetti di sé che si vorrebbe cambiare, tentare di comprenderne l’origine e la funzione sono i primi passi per il raggiungimento di un nuovo equilibrio personale.
Un cambiamento non coincide con una rivoluzione radicale del proprio modo di essere, ma con il trovare nuove modalità adattative, alternative a quelle già conosciute, per affrontare la vita e le sfide che questa propone, imparando ad accettarsi anche per quegli aspetti di sé di cui ci si vorrebbe liberare.
